Conoscere la storia di Thiago è stato come intraprendere un vero viaggio in noi stessi

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“Il progresso dell’uomo è dato dalla comunicazione”: sono queste le parole del fisico Stephen Hawking che il professore decide di citare: è proprio questo comunicare e confrontarsi che ha spinto gli uomini a collaborare e a creare il mondo come oggi si presenta.
Vi è poi una differenza tra comunicazione esterna (ad esempio un libro, un immagine…) e interna. Quella interna consiste nella voce che nasce nel profondo del nostro io e ci spinge a cambiare lo stato delle cose, a fare scelte che gli altri potrebbero non comprendere poiché si agisce seguendo quella che è la propria natura. Ci esorta, in pratica, a seguire il nostro “daimon”, come direbbe Socrate; ed è proprio questo che muove Thiago nei suoi viaggi.
Thiago è la storia di un viaggio esteriore e soprattutto interiore, un viaggio che, come sempre succede, ti cambia nel profondo: il confronto con nuove realtà è sempre difficile.

Così è per il nostro protagonista, che partendo da un luogo caotico com’è Tijuana vi ritorna più innocente, quasi bambino. Ritornare all’innocenza, d’altronde, è tema trattato molto spesso: lo stesso Kubrick, nei suoi capolavori cinematografici, inserisce l’immagine di un bambino alla fine di un film, per sottolineare implicitamente l’importanza di una sorta di purificazione interiore.
La comunicazione e il confronto sono dunque la chiave del progresso: esso deve avvenire esternamente anche per permetterci una crescita interiore. Questa, deve obbligatoriamente essere accompagnata da un nuovo confronto che è quello tra la ragione e la passione, tra il nostro daimon e la nostra arma più forte: la conoscenza.

Con lo spunto nata da alcune letture del libro, gli autori esordiscono con un altro dei temi fondamentali di esso:

 l’esaltazione della donna. I due scrittori ci spiegano l’importanza che per loro ha e avrà il sesso femminile, individuando in esso la chiave di un futuro sviluppo. Hanno però voluto precisare che l’esaltazione della donna non implica la lettura di un pubblico esclusivamente femminile, poiché Thiago è un personaggio senza sesso, è ognuno di noi.
E come tutti noi, il protagonista è travolto da esperienze positive e negative, generando un caos dal quale però, attraverso le storie di vita e il lungo viaggio, emerge un ordine.

Viene sottolineato dai lettori l’uso nel libro di metafore e similitudini: tra esse vi è l’acqua, che all’autore piace definire “purificatrice”. In effetti, non è il primo che attribuisce a questo elemento una tale funzione: lo stesso Dante, prima di entrare nel Purgatorio, compie un rito di purificazione lavando il viso con l’acqua.

Conoscere la storia di Thiago è stato come intraprendere un vero viaggio in noi stessi e ci ha spinto a volerne sapere di più. Certamente ci sarebbe piaciuto sapere altro, magari qualche esperienza di viaggio e qualche dramma interno del protagonista. Ma nonostante non ci sia stato un grande approfondimento, dovuto probabilmente a questione di tempo, l’aspetto filosofico e profondo introdotto inizialmente per comprendere il libro ci ha coinvolto e convinto ad immergerci completamente nella sua storia.

Marika Gonnella & Alessia Frenza di Skuola Liberatutti 

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