Qual è il prezzo della libertà che si deve pagare per scegliere di non essere compromessi col Sistema?

10632589_10207334410631224_1772624345098982057_n

 

Qual è il prezzo della libertà che si deve pagare per scegliere di non essere compromessi col Sistema e con le sue principali armi di seduzione :carriera in cambio di servilismo, favori in cambio  di silenzio,  potere in cambio di delazione funzionale al Sistema stesso?

 La domanda pervade il libro di Mimmo Oliva e Peppe Sorrentino  Mi chiamo Thiago – breve storia di un viaggio senza fine. Un po’ saggio,un  po’ romanzo, un po’ pamphlet,  un po’ autobiografia, non è un libro affatto semplice da leggere e  , va detto senza tema di apparire presuntuosi, non è un libro per tutti. Accompagnare Thiago nel suo mondo da 1984 orwelliano, significa fare un viaggio, appunto senza fine, in una società intrisa di corruzione,  all’ interno di sistemi fintamente democratici che si snaturano attraverso le deleghe a pochi, dove il profitto guida le azioni dei Capi stritolando chi si oppone. E quando qualcosa sembra cambiare, ecco che il Sistema si autorigenera e i nuovi Capi non sono migliori dei precedenti, in una ” Fattoria degli animali” ( di nuovo il caro George Orwell) che mortifica ed isola chi si oppone,  chi denuncia, chi non accetta la logica di Potere e a d essa non si vuole piegare.

Thiago  è uno Charlot che non vuole essere stritolato dalla catena di montaggio di questi tempi moderni,  una catena di montaggio i cui ingranaggi sono le tangenti, la corruzione, l’inerzia di chi accetta supinamente lo status quo.

Viaggia Thiago tra finanza, industria, città e campagne cercando di fermare la catena di montaggio ma venendo puntualmente respinto.Si rigenera guardando il mare,tra una tappa e l’altra del suo viaggio, forse sperando che un giorno il mare affoghi il Sistema e tutti coloro che lo alimentano.

Un libro difficile da leggere, ma anche un libro che sarà stato difficile scrivere per i due autori che hanno sicuramente attinto al loro vissuto. Sapranno bene Oliva e Sorrentino che il rischio  è quello che il libro può risultare pervaso da un pessimismo di fondo, richiamato nella prefazione anche da Pietro Folena, che non lascia alcuna speranza. Ma se è  vero che Thiago  compie un viaggio senza fine,allora possiamo aspettarci che da un giorno all’ altro ritorni e che trovi al suo fianco moltissime persone che ritengono  ancora possibile lottare contro il Sistema dall’interno, modificandolo attraverso i comportamenti quotidiani dettati dal coraggio dell’onestà magari con l’apporto delle donne che, non a caso, nel racconto sono gli unici personaggi che sprigionano energia pulsante e positiva.

Giancarlo Di Serio

0 commenti

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Fornisci il tuo contributo!

Lascia un commento